Come già successo altre volte (mai quante vorremmo) Il Tribunale del Riesame ha di fatto rigettato l'operazione della Procura di Torino cha lo scorso 29 novembre ha portato agli arresti domiciliari 9 compagni, altri 4 ai provvedimenti di obbligo di non dimora a Torino e 6 obblighi di firma. Dopo sole due settimane crolla il castello di accusa che imputava i reati di violenza, resistenza e persino uso di esplosivo (per un fumogeno acceso sul balcone) a quest* compagn*.
Alcun* dei compagn* devono ancora affrontare il Tribunale (domani) ma il precedente di oggi non potrà non contare sulla decisione.
C'è da chiedersi allora a quali logiche rispondano operazioni di questo tipo che spesso non vanno al di là del primo Riesame se non la volontà di punire preventivamente soggetti quotidianamente attivi nelle lotte, magari accompagnandole con altre operazioni contro i movimenti... Non a caso l'operazione avveniva in concomitanza dello sgombero del presidio di Chiomonte, pochi giorni prima della trasferta di Lione... Non a caso venivano colpit* compagn* particolarmente attivi nelle mobilitazioni a difesa e nella continuazione della Verdi15 occupata.
Certo non è dalla Magistratura che attendiamo risposte, così come siamo certi che questi provvedimenti non serviranno a disciplinare niente e nessuno e che quest* compagn* torneranno presto tra noi nelle lotte. Per ora, intato, festeggiamo...
Liber* tutt*!
Alle prime ore dell'alba, è scattata l'ennesima operazione da parte della Procura di Torino nei confronti di attivisti notav, il prodotto di un grottesco teatrino che tende a ripetersi. 19 persone, molte delle quali del comitato di lotta popolare di Bussoleno e dei collettivi universitari, sono state prelevate stamattina dalle loro abitazioni per essere condotte in questura. Tra i capi d'imputazione violenza, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, accensione ed esplosione pericolose. L'operazione scattata quest'oggi si riferisce all'occupazione degli uffici della GeoValsusa a Torino avvenuta il 24 agosto 2012.
Seguono i comunicati di solidarietà delle realtà universitarie e dei collettivi torinesi.
Libertà per i/le No TAV arrestati!
Questa mattina all'alba è scattata un'operazione della procura nei confronti di 19 No TAV, alcuni dei quali studenti e studentesse appartenenti al Collettivo Universitario Autonomo.
I fatti a cui si riferisce l'operazione risalgono al 24 agosto, giornata in cui il movimento NO TAV -nell'ambito della campagna “C'è lavoro e lavoro”- aveva occupato la sede della GeoValsusa, una delle ditte complici della devastazione e militarizzazione della Valle.
La GeoValsusa figurava all'interno del dossier reso pubblico dal movimento No TAV in cui si elencavano le ditte e i personaggi implicati nella costruzione della linea ad alta velocità. La stessa ditta si è distinta inoltre per i suoi sporchi interessi affaristici volti ad accaparrarsi denaro pubblico.
Come universitari/e abbiamo sempre preso parte alla lotta in Valsusa punto di riferimento per tutti i movimenti sociali e studenteschi in particolare per la sua capacità di riuscire a opporsi e resistere all'arroganza e alle imposizioni dei poteri forti.
Da un lato assistiamo alla completa dismissione dell'università -ma più in generale- del sistema formativo mentre dall'altro si sprecano milioni di euro per il finanziamento di un'opera inutile e dannosa, funzionale solo agli interessi di pochi.
Quest'estate abbiamo scelto di costruire un campeggio universitario in Valsusa che ha visto la partecipazione di studenti e studentesse provenienti da tutta Italia, per l'importanza che la lotta NO TAV ha per noi tutti e per i movimenti del nostro paese.
Un'operazione compiuta a pochi giorni da una settimana di mobilitazione del mondo della formazione che ci vedrà -e questa è una promessa- scendere nelle piazze e tornare in Valsusa!
Mai un passo indietro!
Mattia, Cecilia, Francesca, Giudith, Forgi, Putti, Luca liber*!
Liberi/e tutti/e!
Collettivo Universitario Autonomo
Solidarietà dalla Verdi15 ai NoTav arrestati!
Questa mattina una nuova operazione della procura di Torino ha colpito 19 NoTav a seguito dell’occupazione il 24 agosto scorso della sede della ditta GeoValsusa, implicata nei lavori di costruzione del cantiere di Chiomonte e nella devastazione della Val Clarea e che annovera fra i suoi soci personaggi distintisi, già in passato, per falsi in bilancio e malaffare. L’occupazione della sede della ditta mirava infatti proprio a denunciare e contestare la complicità dell’impresa con la depredazione e militarizzazione del territorio valsusino.
Tra gli arrestati anche alcuni studenti e studentesse della Verdi Occupata insieme ai quali abbiamo condiviso tantissimi momenti di lotta e di crescita collettiva. Le zelanti risposte di procura e questura ci dimostrano, ancora una volta, quale sia la posta in gioco: nel movimento NoTav, così come nella Verdi Occupata, ciò che si tenta, inutilmente, di colpire sono le esperienze collettive che costruiamo per difendere i territori e la qualità delle nostre esistenze. La depredazione dei nostri ambienti e condizioni di vita è il comune denominatore delle politiche portate avanti trasversalmente ad ogni formazione partitica (al Comune, come in Regione, come nel Governo dei tecnici) in accordo con gli interessi degli speculatori privati; contro queste politiche ogni giorno lottiamo come studenti e come NoTav!
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutt* i/le NoTav arrestat*!
Liberi tutti!
Verdi Quindici Occupata
Solidarietà dal Collettivo di Scienze Politiche: Francesca libera, liber* tutt*!
Questa mattina all'alba una nuova operazione della procura di Torino ha colpito il movimento No Tav: 19 persone sono state arrestate per l'occupazione della sede della ditta GeoValsusa, implicata nei lavori di costruzione del cantiere di Chiomonte, quindi della devastazione e speculazione ai danni della Val Susa e della sua comunità in lotta contro il Tav.
L'occupazione della GeoValsusa è avvenuta il 24 agosto scorso, per denunciare e contestare la complicità dell’impresa con la depredazione e militarizzazione del territorio valsusino. Per un'azione simbolica vengono arrestate 19 persone, la maggior parte delle quali sono studenti e giovani: tra loro c'è anche una nostra compagna del Collettivo di Scienze Politiche, Francesca.
Crediamo che quanto sta avvenendo nel nostro paese sia indicativo: si arrestano e tentano di intimidire i giovani studenti in mobilitazione contro i tagli e l'austerity, contro la crisi e le sue opere inutili. Il No della Val Susa è una questione che ha attraversato e attraversa anche la nostra facoltà, non solamente per l'importanza e la trasversalità della contrarietà ad un'opera inutile come l'alta velocità Torino-Lione, ma anche per l'evidente contraddizione che assume nel contesto universitario: si tagliano le borse di studio e il diritto allo studio ma si sprecano soldi per una grande opera che invece potrebbe e dovrebbe essere rovesciata, per investire i pochi denari delle casse pubbliche per finanziare welfare, redditi e diritti.
Al contempo quest'operazione di polizia arriva in un momento particolare dell'autunno nostrano: dopo la fiammata sociale dello sciopero europeo del 14 novembre, a pochi giorni dall'iniziativa del movimento No Tav a Lione, a una settimana dalla mobilitazione studentesca del 6 dicembre.
Il movimento No Tav ce l'ha insegnato: non basteranno gli arresti, non saranno sufficienti le intimidazioni; fermarci è impossibile!
Francesca libera, liber* tutt*!
Collettivo di Scienze Politiche
Si parte e si torna insieme: Giudith libera!
Oggi giovedì 29 novembre il movimento No Tav ha subito l’ennesimo attacco intimidatorio da parte della procura di Torino: 19 persone tra cui molti studenti e studentesse sono state coinvolte in questa operazione. Tra di loro anche una compagna del Collettivo di Lettere e Filosofia a cui sono stati imposti gli arresti domiciliari per aver partecipato all’occupazione della GeoValSusa il 24 agosto scorso.
Non è un caso che questa operazione coinvolga un così elevato numero di studenti in un momento di mobilitazione partecipata e diffusa sul territorio che ha come obiettivo quello di colpire i responsabili delle politiche di austerity che si abbattono sulle nostre teste ormai da tempo. Dopo la grande giornata del 14 novembre anche la prossima settimana ci vedrà infatti protagonisti nella costruzione della mobilitazione verso il #6D a dimostrazione del fatto che non saranno le provocazioni della questura a fermarci.
Nella lotta No Tav come quella contro i tagli alle borse di studio e lo smantellamento dell’università pubblica ci troverete sempre in prima fila nelle nostre facoltà, nelle strade e sui sentieri della Val Susa!
Giudith libera!
Liberi tutt*! Liberi subito!
Collettivo di Lettere e Filosofia
Ci provano, ma sono destinati a fallire. Il procuratore Giancarlo Caselli all'alba del 26 gennaio ho sguinzagliato i suoi cani per procedere con l'operazione contro il movimento No Tav, decine di persone sono state condotte in carcere; il movimento No Tav ha già risposto, sull'onda dell'emotività e della rabbia: la Valle non si arresta.
Tra gli arrestati c'è anche un nostro compagno redattore di Parole Ribelli, Jacopo, a lui ed a tutti gli arrestati a Torino come altrove dedicheremo l'approfondimento di martedì mattina sulle libere frequenze.
Analizzeremo i tanti aspetti dell'operazione repressiva contro il movimento, come Parole Ribelli non potremo che partire dal considerare anche la specificità che ci racconta come tanti degli arrestati siano giovani e studenti, impegnati dentro le lotte, militanti di un No che è trasversale a tutto quanto, il No Tav.
Perchè quando diciamo che un metro di Tav è una scuola in meno, un metro di Tav è un presidio ospedaliero che chiudere, un metro di Tav è una bosco distrutto, ci crediamo, perchè siamo dalla parte giusta, e alla fine vinceremo.
Martedì 31 gennaio, ore 10:30, sulle libere frequenze di Radio Blackout, 105.250 fm o in streaming (www.radioblackout.org/streaming).
Jacopo libero, liberi tutti! Ora e sempre, No Tav!
Nell'operazione contro il movimento è finito anche un occupante della Verdi, Jacopo. Per tutti chiediamo l'immediata liberazione, crediamo che le lotte non possano essere fermate con le manette.
Ma cos'è il No Tav? Quale la sua storia? E soprattutto, perchè la battaglia contro l'alta velocità in Val Susa?
Parteciperanno Lele Rizzo (comitato di lotta popolare di Bussoleno), Luca Giunti (naturalista e guardaparco di Susa
Come si dice, 'La solidarietà è un'arma'. Non facciamo mancare il nostro affetto e sostegno, la nostra vicinanza e solidarietà.
Qui le coordinate per inviare telegrammi ai No Tav arrestati nell'operazione del procuratore Giancarlo Caselli.
Per scrivere a Jacopo: Jacopo Bindi, Carcere Lorusso Cotugno, via Pianezza 300, 10151, Torino
Nostalgia…nostalgia canaglia, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è un’operazione contro il dissenso e per carità “abbiamo solo colpito episodi singoli”.
La realtà è un’altra e dista anni luce da questo quadretto, che ancora una volta, dimostra la non comprensione (politica e sociale) delle forze dell’ordine, della magistratura e della casta.
Il movimento notav è un qualcosa di ben più complesso; è un movimento popolare che non abbassa la testa, che non riconosce la democrazia di palazzo, che fa della contro cooperazione un suo punto di forza, che non accetta le divisioni tra “ale” o buoni e cattivi. E’ un movimento che lotta e resiste ed e’ questo che non va giù a chi rappresenta il potere.
E’ un movimento che non si arrende e che ha dimostrato nel tempo, come la scelta di opporsi ad un progetto più grande di se stesso, sia la scelta giusta, programmatica, costituente e vincente.
La Val Susa non ha paura, la Val Susa fa paura questa è la verità. Fa paura al potere costituito pensare che visto l’esempio notav, potrebbero sorgere centinaia di Libere Repubbliche; decine di movimenti che lottano per interessi collettivi partendo dalle proprie specificità, facendo a meno delle mediazioni al ribasso, scegliendosi il proprio futuro.
Questo fa paura, e in qualche modo il “sistema della crisi” deve fare le sue mosse. Il cantiere arranca, il sito strategico è una boutade, i muri e il filo spinato servono solo a mostrare i muscoli e allora eccola qui la soluzione: dimostriamo che il movimento è sotto ostaggio dei soliti ribelli, provenienti da tutta Italia, così fiaccheremo i notav e dimostreremo a tutti che esistono “due piazze”.
Ci spiace, ma anche questa volta, il piano è fallito e sebbene l’impatto, il movimento sta in piedi e marcia per la sua strada, non lasciando mai indietro nessuno.
Gli arrestati e le arrestate sono no tav, patrimonio della lotta, compagni di viaggio nei sentieri della Valle.
E non bastano trenta arresti, non bastano possiamo giurarci.
La lotta notav è un simbolo e un patrimonio di quanti credono che nella lotta vi sia la strada per la libertà, che parla lo stesso linguaggio nostro, di Giorgio, Luca, Jacopo e tutti gli altri arrestati/e che vogliamo liberi, liberi subito, perché partiamo tutti assieme e torniamo tutti assieme.
Network Antagonista Torinese
(Centro Sociale Askatasuna - Collettivo Universitario Autonomo - Centro Sociale Murazzi - Kollettivo Studenti Autorganizzati)
In seguito all'operazione di polizia contro il movimento NO TAV, ieri mattina sono state arrestate 26 persone, a cui viene contestata la partecipazione alle grandi giornate di mobilitazione del luglio scorso in difesa del territorio valsusino.
Tra gli arresati c'è anche Jacopo, uno studente universitario che insieme a noi ha occupato la residenza Verdi due settimane fa. Insieme a lui abbiamo costruito e portato avanti questa esperienza di occupazione, che sempre di più assume la connotazione di una comunità in lotta; insieme a lui abbiamo costruito momenti assembleari e di mobilitazione in difesa del diritto allo studio.
Non ci stupisce quindi che un ragazzo così impegnato nelle battaglie per l'università ed il mondo della formazione partecipi anche attivamente al movimento NO TAV: in entrambi i casi la posta in gioco è la difesa dei beni comuni e dei diritti di tutte e tutti.
Per questo vogliamo che torni subito tra di noi, per continuare tutt* insieme a costruire un futuro diverso!
Jacopo libero subito!
Solidarietà agli arrestati NO TAV!
Verdi Quindici Occupata
Questa mattina nell’ambito dell’operazione di polizia contro il movimento No Tav venisei persone sono state arrestate in tutta Italia. Tra di loro anche un nostro compagno a cui viene contestata la partecipazione alle giornate di resistenza di quest’estate in Val Susa. Jacopo, insieme a tanti altri studenti e studentesse, è sempre stato parte del movimento No Tav, così come di tante altre lotte nell’università e nella nostra città.
Tutt* insieme abbiamo sempre partecipato attivamente alle manifestazioni e alle giornate di mobilitazione in difesa del territorio valsusino, consapevoli che questa lotta va ben oltre la contrapposizione alla costruzione del treno ma è diventata simbolo della costruzione di un nuovo modello di sviluppo e un esempio per tutti i movimenti sociali che si stanno sviluppando nella crisi.
Tutt* insieme eravamo presenti in Val di Susa durante le giornate della Libera Repubblica della Maddalena, nelle assemblee e nelle grandi manifestazioni. Tutt* insieme eravamo a Chiomonte e non ci facciamo intimidire da chi cerca con vili operazioni poliziesche di fermare una lotta popolare che continua da 20 anni.
Come Collettivo Universitario Autonomo vogliamo esprimere la nostra vicinanza e il nostro sostegno a tutti i compagni colpiti da quest’operazione.
Jacopo libero, liber* tutt*!
Collettivo Universitario Autonomo